Cena alla cieca ed una bella realtà calabrese

Metti una sera a cena:

  • fantasia
  • professionalità
  • spirito di collaborazione
  • amicizia
  • sorpresa
  • prodotti d’eccellenza
  • la bravura di cinque, dico CINQUE chef

cosa può venire fuori? Una serata indimenticabile, come quella trascorsa presso il Biafora Restaurant di San Giovanni in Fiore (CS), nel cuore del meraviglioso altopiano calabrese della Sila.

Cinque chef di CookingSoon, una realtà nata da poco per la diffusione della cucina calabrese, e già molto conosciuta in tutta Italia ed oltre, si sono riuniti per offrire una serata “alla cieca”: ognuno di loro ha portato prodotti tipici del proprio territorio e tutti insieme hanno giocato con gli ingredienti a disposizione, proponendo gusti ed aromi tradizionali, rivisitati e proposti in maniera innovativa, con risultati sorprendenti.

Ad accoglierci, i giochi di luce delle fontane, le decorazioni natalizie ed una musica invitante, con una temperatura di -2° ed un cielo stellato a fiaba.

esterno

Il freddo passa subito, con la birra artigianale a bassa gradazione

birra

che ci viene offerta insieme ai grissini di lievito madre al sesamo e all’olio solido all’origano di Paola.

olio

Segue un insalata di grongo con pompelmo rosa ed una crema di broccolo.

grongo

La deliziosa cassettina dei pani.

pani

Un tenerissimo polpo su una mousse di fagiolo bianco e schiuma di mare sanificata.

bo

Salsiccia di fegato con purea di lenticchie e peperone crusco croccante.

crusco

Crema di ceci con pop corn di cotenna di maiale (una genialata!) al rosmarino. Il piatto che mi è piaciuto di più.

Pop corn

Una tartare di trota che si scioglieva in bocca, con le sue uova, cialdina di liquirizia e una zuppetta di latte di capra versata nel piatto direttamente dagli chef che giravano per i tavoli a parlare cordialmente con i presenti.

trota

La cernia in acqua di mare era un sogno, con l’amarognolo della rapa ed l’agrodolce della clementina.

cernia

Sapete cos’è la stroncatura? Una pasta “povera”, realizzata con gli scarti del mulino, sempre diversa, sempre molto saporita. Qui servita con tocchetti di fegato, cipolla di Tropea e genialmente aromatizzata al bergamotto.

stroncatura

Carpaccio di scamone di manzo con carciofi marinati e cedro. Massiccia presenza degli agrumi nei piatti della cena, una grande ricchezza calabrese.

carpaccio

Saporito al punto giusto il baccalà in oliocottura di sardella con cicoria su crema di cavolfiore.

Baccala

Strepitoso il dolce: ricotta al finocchio, terra salata e granita d’arancia. Un abbinamento azzeccatissimo e molto ben bilanciato.

gelato

Felice anche la scelta delle bevande: dalla birra autoprodotta si passa durante la cena al malvasia e sauvignon di Strongoli, poi si sconfina leggermente con un aglianico campano, per finire con un moschino di uva fragola e zibibbo.

sauvignonaglianicozibibbo

Il servizio in sala è stato assolutamente impeccabile, l’accompagnamento al pianoforte piacevole e discreto.

A fine serata, un tripudio di applausi e complimenti ai cinque bravissimi chef: il padrone di casa Antonio Biafora (Biafora Restaurant di San Giovanni in Fiore), Nino Rossi (Villa Rossi di Santa Cristina d’Aspromonte), Bruno Tassone (San Domenico di Pizzo Calabro), Emanuele Strigaro (Novezerodue di Crotone), Emanuele Lecce (La Tavernetta di Camigliatello Silano) e proprio da quest’ultimo è l’appuntamento per la prossima “cena alla cieca”.

L’A.L.Ma. ci sarà. Se posso darvi un consiglio, venite a cena anche voi.

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